Sono Alessandro Calò e ho frequentato la classe 5AI dell’indirizzo Informatica e Telecomunicazioni. Ho scelto questo percorso spinto da una forte curiosità iniziale per il mondo dell’Information Technology (IT); tuttavia, durante il quarto anno, ho maturato una consapevolezza diversa: la mia vera inclinazione appartiene al mondo dell’automotive e della meccanica.
Nonostante questa scoperta, non ho mai considerato il mio percorso come un errore, bensì come una sfida. L’informatica è un mondo complesso che mi ha insegnato il problem solving e il ragionare attraverso la logica: strumenti trasversali che porterò con me nel mio futuro universitario e professionale.
Nel corso di questi anni ho acquisito solide competenze tecniche, in particolare nella programmazione con linguaggi come C++, Python e JavaScript, nella gestione dei database e nello sviluppo di infrastrutture di rete. Ho inoltre partecipato attivamente a competizioni scolastiche come le Olimpiadi della Matematica, dell’Informatica e della Cybersecurity. Ho ampliato il mio bagaglio di conoscenze frequentando corsi pomeridiani, tra cui quello per la certificazione B2 in lingua inglese.
Oltre alle competenze tecniche, ho sviluppato importanti soft skills come il “team work”, lavorando in gruppo, assumendo ruoli di responsabilità e aiutando i miei compagni in difficoltà. La mia attitudine alla gestione del gruppo è stata confermata dalla nomina come rappresentante di classe per tre anni consecutivi.
Questo percorso si è rivelato molto formativo, permettendomi di acquisire un metodo di lavoro efficace e competenze utili che intendo consolidare e sviluppare ulteriormente nel mio futuro percorso universitario.
Il mio concetto di maturità
Spesso si pensa che la maturità coincida con il traguardo scolastico che stiamo raggiungendo, ma non è così. Per me è un processo interiore, un momento che arriva quando meno te lo aspetti e che ti cambia radicalmente. È l’istante in cui inizi a guardare la vita con occhi diversi, acquisendo una nuova consapevolezza. Ognuno ha il suo momento: nel mio caso, è accaduto durante l’adolescenza, quando alcune situazioni personali mi hanno spinto a crescere e a vedere il mondo sotto una nuova luce.
In questo percorso, la scuola è stata per me molto più di un luogo di studio: si è rivelata una vera e propria palestra di vita, dove ho imparato a confrontarmi con gli altri, a gestire le difficoltà quotidiane e a misurarmi con le mie capacità. È proprio con questa consapevolezza che affronto oggi questo esame: non lo vedo come una conclusione, ma come una tappa fondamentale di quel percorso di crescita continua che definisce chi sono diventato.
Ho scelto di citare, a tal proposito, una frase di Niki Lauda (leggendario campione di Formula 1) che mi ha colpito particolarmente: ‘Dal successo impari poco. Dalle sconfitte e dagli errori impari tutto’.